Roma: Celli (civica), su impianti sportivi lasciati deserti si spende per vigilanza armata

Roma: Celli (civica), su impianti sportivi lasciati deserti si spende per vigilanza armata Roma, 28 giu – (Nova) –

Impianti sportivi a Roma abbandonati
Spreco di soldi pubblici per impianti sportivi abbandonati
Photo Credit: Radio Colonna

«Alla fine per gli impianti sportivi senza bando da anni, e privi per questo di gestori, in Campidoglio hanno pensato un servizio di vigilanza armata. Niente di più assurdo: soldi pubblici sperperati per vigilare su possibili atti di vandalismo e furti dentro cinque impianti non funzionanti, perchè non assegnati a nessun operatore». Lo dichiara in una nota la capogruppo in Campidoglio della lista civica RTtR, Svetlana Celli.

«L’operazione è la conseguenza diretta di cinque anni di mancate decisioni e di totale disinteresse per il mondo dello sport; basti pensare ai bandi non pubblicati, a quelli scritti male e quelli andati deserti per richieste economiche esagerate – aggiunge -.

Impianti sportivi abbandonati: quanto ci costano?

Così i romani, già privati della possibilità di fare sport come pure di usufruire di spazi dedicati al benessere e alla disciplina sportiva, devono sobbarcarsi i costi della vigilanza degli impianti sportivi per evitare che spazi vuoti siano presi di mira da ladri e vandali.

Una toppa che si cerca di mettere alla pericolosa inerzia dell’amministrazione Raggi durata cinque anni. Ai romani la vigilanza armata di cinque strutture, secondo quanto pubblicato sul bando pubblico, costerà 74mila euro al mese.

Il servizio riguarda anche il Palazzetto dello sport, lasciato senza lavori di ristrutturazione per quattro lunghi anni in cui la struttura, un gioiello architettonico, ha subito furti e incendi.

Ora in Campidoglio pensano di porre riparo a una stagione del tutto deludente nei tempi supplementari. Ma non sarà possibile recuperare 5 anni di inerzia e di mancate risposte. Soprattutto i romani a ottobre non dimenticheranno questi cinque anni difficili per la città», conclude Celli.

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