Atac rischia fallimento per inerzia in Campidoglio

Dopo i disastri su Ama, Roma Metropolitane, Multiservizi e Farmacap, tanto per fare alcuni esempi, arriva il grido di allarme lanciato da Atac, altra importante società partecipata, impossibilitata a rispettare le scadenze delineate nel concordato preventivo.

Il 23 luglio scorso la dirigenza aziendale ha scritto alla proprietà, e cioè al Campidoglio, lamentando uno stallo ampio e prolungato nei processi decisionali, al punto da mettere in crisi la gestione finanziaria del debito verso i fornitori.

Al netto delle rassicurazioni e incontri, Atac attende ancora risposte in merito all’anticipazione di cassa entro il mese di luglio, alla delibera relativa all’offerta di acquisto da parte di Roma Capitale per gli immobili “Bainsizza” e “Ragusa” e, infine, alla stabilizzazione dei 398 contratti a tempo determinato (di cui 200 autisti), in proroga fino al prossimo 8 agosto.


“È inconcepibile. Esprimo seria preoccupazione per l’andamento di questa e di altre vicende, l’ho dichiarato anche in Aula durante l’assestamento di bilancio. Quello di Roma Capitale è un atteggiamento irresponsabile che sta avendo ricadute sulla produzione, sulle entrate, sulla qualità del servizio e sulla tenuta del concordato e rischia di consegnare Atac al fallimento. L’Amministrazione intervenga anziché inondare i social con post autoreferenziali.

Gli operatori devono lavorare in armonia e i cittadini meritano un servizio efficiente.

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