La mia intervista per Roma Today. “L’Aula è il cuore della democrazia. Orgogliosa di esserne la presidente”

La nuova presidente dell’Assemblea Capitolina viene dalla periferia. Celli (PD) :”E’ lì che si impara a coltivare la voglia di riscatto che serve a questa città”

Svetlana Celli ha ottenuto un ampio consenso alle urne, risultando una delle consigliere più votate. E’ a lei che, giunta al terzo mandato in Campidoglio, è stato deciso di affidare la conduzione dell’Aula Giulio Cesare, il luogo dove si svolgono gli appuntamenti dell’Assemblea Capitolina.

Celli, lei viene da Tor Bella Monaca, dunque dalla periferia. Cosa può portare in più l’esperienza politica fatta lontana dalla vetrina del centro storico nella conduzione di un’aula? 

La periferia ti mette di fronte ad una serie di fragilità, alla solitudine, alla carenza di servizi, che ti spingono ad essere tenace. A coltivare un sogno di riscatto. E’ quel desiderio di rilancio di cui ha bisogno anche questa città e che io porterò, con il mio ruolo, nell’assemblea capitolina. 

Non sono molte le donne che, prima di lei, hanno rivestito questo ruolo. Sente una responsabilità in più?

Sicuramente sì. Sento la responsabilità per tutte quelle donne che hanno combattuto e che hanno meno visibilità. Abbiamo fatto molta strada ma molta altra ce n’è ancora da percorrere, come ho anche detto in Aula Giulio Cesare, in occasione della proclamazione.

C’è un personaggio della politica romana alla cui conduzione si vuole ispirare, che per lei è stato politicamente un punto di riferimento?

Più che ad un singolo personaggio penso ad alcune donne. Ed in particolare alle prime parlamentari elette nel 1946, come Lina Merlin, Nilde Iotti o Angela Cingolani. Con i loro volti e le loro parole ci guidano e ci indicano il cammino da seguire. E ritengo che siano un esempio per tante altre donne.

In termini di voto, lei ha ricevuto molte preferenze. Però non è arrivato un incarico in Giunta. C’è chi ritiene che la posizione di presidente dell’aula sia una sorta di diminutio. Lei cosa ne pensa?

Io penso realmente che l’aula sia il punto più alto che si possa raggiungere, perché in essa si realizza il confronto che è alla base della democrazia. E quindi per me è un grandissimo privilegio esserne la presidente. Ritengo inoltre che debba tornare ad essere sovrana, non un’aula chiusa, ma trasparente e pronta ad accogliere le istanze che i cittadini, attraverso i rappresentanti eletti, hanno deciso fossero delle priorità. L’Aula Giulio Cesare è il terreno più adatto per affrontarle.

C’è qualcuno in particolare a cui ha pensato di dedicare l’ elezione alla presidenza dell’aula?

Sì, a mio padre a cui mi sono sempre ispirata perché per me è stato un esempio nella vita e nel modo di fare politica.

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