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Zia Caterina, tassista salvavita, in Campidoglio

Zia Caterina non è solo una tassista coloratissima che accompagna gratuitamente i bambini bisognosi di cure tra gli ospedali d’Italia, Zia Caterina è un angelo con una storia da raccontare e una missione da compiere. Cioè quella di condividere il dolore, umanizzarlo, superarlo.

Perché la malattia fa parte della vita e della nostra società, ma ci fa ancora troppa paura e quasi vergogna, anche a parlarne. In oltre 24 anni di attività benefica ha saputo creare una comunità, tra volontari, medici e ragazzi, straordinaria.

In Campidoglio, ho avuto il piacere di conoscere zia Caterina, con alcuni dei suoi piccoli amici e il suo taxi sfavillante, scoprendo la sua storia, difficile ma salvifica. L’ho abbracciata con il cuore, e premiata, da parte dell’Assemblea Capitolina. Questi angeli non vanno lasciati soli, saremo ora noi accanto a lei nella sua missione.

Una storia di dolore e amore

Caterina Bellandi, di Prato, ha un prima e dopo nella sua vita, quando il suo compagno, nel 2011, la lascia per un cancro ai polmoni. Lui era il taxista di Milano25, nome che ancora Caterina porta sul suo taxi. Da una promessa nasce tutta la magia che ancora oggi la porta a fare da “zia” a tanti bambini e bambine.

Come tutto l’amore il taxi si trasforma in un luogo magico, in una piccola oasi incantata che oltre a svolgere il normale servizio pubblico, effettua corse gratuite per l’ospedale a favore dei familiari e dei bambini malati di tumore, quelli che lei chiama i suoi SuperEroi, e che fa dipingere sul taxi, facendoli diventare dei personaggi da fumetto dotati ognuno di superpoteri che li rende invulnerabili. I SuperEroi di Zia Caterina sono ragazzi speciali, bambini e bambine straordinari che tutti i giorni sfidano mali crudeli e affrontano insopportabili dolori con la voglia di vivere e di vincere la loro battaglia.

La forza della comunità

Parlando con Caterina, i suoi bimbi e le loro famiglie, ho davvero sentito la forza del legame che hanno stabilito tra di loro. È una vera è propria comunità, fatta da anime bellissime che si sostengono reciprocamente nell’affrontare la malattia. Non è sicuramente facile, spesso ci si sente troppo piccoli davanti a certe situazioni, mi ha testimoniato zia Caterina, ma nei momenti di buio anche una piccola luce fa la differenza.

E tanti genitori, mamme, papà si passano il numero, si mettono in contatto con lei, restano in contatto fra loro. Per capire, conoscere, imparare, sfogarsi, abbracciarsi, superare le difficoltà. Viva zia Caterina.

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Scritto da Emanuele Forlivesi

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