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Europee, contro astensionismo Pd torni a parlare ai giovani

Ci stiamo avvicinando alle elezioni europee di Giugno, un appuntamento importantissimo per ciascun membro dell’Unione Europea, ma soprattutto per l’idea e il progetto dell’Europa del domani.

In Campidoglio abbiamo ospitato l’evento “Per un’Europa umana, concreta, sostenibile”, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, con la segretaria del PD Elly Schlein, Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni.

L’Europa che vogliamo

Dobbiamo rinnovare e rafforzare i valori che i padri dell’Europa unita ci hanno lasciato in eredità a partire dal manifesto di Ventotene. L’Europa che veniva fuori dal secondo conflitto mondiale era dilaniata da povertà, distruzione e rancori. Pochi coraggiosi credevano che la politica potesse sanare tutti questi mali attraverso un progetto unitario. Da allora tra luci e ombre abbiamo costruito un continente florido e con grandi potenzialità.

L’Europa deve essere un modello di costruzione di pace, libertà, solidarietà, accoglienza, eguaglianza e giustizia. Ma per farlo dobbiamo mettere al centro la persona e come sottolineato dal titolo di questo incontro, dobbiamo impegnarci per una Europa umana, concreta e sostenibile.

Gli stati uniti d’Europa sono dietro l’angolo. Serve un ulteriore sforzo, ovvero superare gli egoismi nazionali e nazionalisti e credere che l’Europa è la nostra patria comune. L’Europa non deve farci paura, ma deve essere il luogo ideale per realizzare nuove opportunità.

I giovani e l’Europa

Come avevo già detto in uno dei miei interventi precedenti, oggi una delle più grandi sfide che il Partito Democratico deve affrontare è rivolta ai giovani, alle nuove generazioni che sono sempre più distanti dalla politica e dalle istituzioni, con un crescente senso di sfiducia e disaffezione che si manifesta purtroppo nell’astensionismo.

Forse, tra i motivi di ciò, c’è una politica spesso autoreferenziale e chiusa, poco presente sui territori e dove c’è maggiore richiesta di attenzione a partire dall’ascolto. Dobbiamo dunque tornare a parlare e rivolgerci con chiarezza e trasparenza alle ragazze e ai ragazzi, e con loro ai più deboli, agli emarginati, alle tante famiglie che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese, ai disoccupati, ai precari.

Roma città europea

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri oggi sta mettendo in campo una grande opera di trasformazione della nostra città e nel precedente incarico di ministro è stato determinante per l’arrivo dei fondi Pnrr.
Quando qualcuno vuole mettere in discussione la dimensione europea, deve anche riconoscere che durante la pandemia l’Europa durante è riuscita a realizzare un’imponente azione sinergica di gestione della crisi e ha reagito con determinazione alle conseguenze sociali ed economiche con il Next Generation EU.
E se oggi, ad esempio, riusciamo a governare 120 milioni per la rigenerazione di Tor Bella Monaca, una periferia romana, è anche perché c’è l’Europa.
Perché l’Europa è anche le nostre periferie, Bruxelles è anche Tor Bella Monaca o Corviale.

Come aveva già detto Nicola Zingaretti: “Roma deve diventare la città guida dell’Unione Europea”. È proprio così. Grazie alla guida del sindaco Gualtieri e ad una esperienza di governo locale che ha nel Pd il più grande gruppo di maggioranza, Roma ha cambiato passo e sta diventando credibile. I cantieri sono sotto gli occhi di tutti, così come il lavoro che si sta facendo per il sociale.

Vogliamo che Roma sia una grande capitale internazionale. Per farlo però deve avere poteri e risorse adeguate. Sono felice, che anche dopo lo stimolo e un documento condiviso nel corso di una seduta straordinaria dell’Assemblea capitolina, stia ripartendo in Parlamento l’iter della riforma costituzionale per Roma Capitale, attesa da anni.
La nostra parte politica, il Partito Democratico, seppure forza di opposizione, deve fare sua fino in fondo questa battaglia, perché con Roma più forte potremo essere sempre più protagonisti anche in Europa.

Una grande opportunità

Insomma, c’è molto da fare e il PD lo deve fare perché ha idee, donne e uomini capaci e volenterosi di farlo.
E sono sicura che lo faremo sapendo raccogliere l’eredità politica e morale di David Sassoli, che ha definito con il suo esempio la strada da seguire.

Il voto di giugno dunque è una grande occasione per andare a votare e stare dalla parte giusta.
E’ un appuntamento prezioso per affermare la democrazia europea, un bene da difendere e custodire, perché è nella democrazia la sicurezza della nostra libertà e del nostro sviluppo.

Il Partito Democratico dovrà e potrà essere la forza trainante di questo processo: il nostro futuro è l’Europa, un futuro di speranza e opportunità per tutti.

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Scritto da Emanuele Forlivesi

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