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Il governo spacca l’Italia con premierato e autonomia

Quella che coinvolge autonomia differenziata e premierato è la brutta storia dello scambio perfetto che il governo Meloni vuole addolcire davanti a tutti gli italiani.

È chiaro che l’autonomia da una parte, il premierato (e la riforma della giustizia) dall’altra sono il frutto di una strategia politica molto chiaro che vuole stravolgere la nostra Costituzione democratica e repubblicana per concentrare nelle mani di una sola persona il potere e dividere il paese in cittadini di serie a e di serie b.

Dopo l’approvazione da parte del Senato del disegno di legge costituzionale sul premierato, che ora passa all’esame della Camera, se la destra si aspetta che resteremo in silenzio, si sbaglia di grosso. Faremo un’opposizione dura e instancabile, coinvolgendo cittadini, associazioni, tutte le parti civili. Come ieri, insieme in Piazza Santi apostoli a Roma.

Siamo pronti ad una grande mobilitazione nazionale.

Fratelli d’Italia e Lega hanno confezionato questo scambio politico di maggioranza che pagheranno solo gli italiani: l’autonomia “Spacca Italia” voluta dalla Lega per i pieni poteri grazie al premierato alla presidente Meloni. Senza dimenticare l’asservimento al Governo del potere giudiziario che produrrà la riforma della Giustizia.

Diciamo no a questo cinico baratto che colpisce la democrazia e spezza ancora di più un paese che invece ha bisogno di essere ricucito.

Dividere e non unire

Da mesi ci battiamo contro l’autonomia differenziata, continuando ad affermare che solo la difesa dei diritti sociali può renderci liberi. E senza uguaglianza e pari opportunità non ci può essere libertà. Meloni e i suoi vogliono sancire che esistono cittadine e cittadini di serie A e di serie B a seconda della Regione in cui nascono. Una condizione che non accettiamo, conoscendo già la realtà dei più fragili, le loro necessità e priorità. Solo chi non è a contatto con questa parte del paese può proporre una legge così divisiva e classista.

Comandare e non governare

Siamo sempre più certi come la destra stia preparando il campo a tempi bui e svolte pericolosissime. Si concentra il potere politico intorno al presidente del consiglio, gli si compatta la maggioranza parlamentare garantita a priori e si riduce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura.

Cosa significa? Il capo del governo non governerà ma dominerà, con i cittadini che potranno esercitare il loro diritto-potere di critica e mutamento solo una volta ogni 5 anni. Un aspetto che contrasta tutte le regole delle democrazie contemporanee.

Voglio aggiungere un esempio, considerando anche gli ultimi dati sull’astensionismo. Quello che potremmo avere è un governo, per 5 anni, eletto da qualche milione di voti (una manciata, considerando il totale degli elettori) e che quindi non rappresenta il paese.

A quasi un secolo dalle pagine più tragiche e ignobili della storia italiana, sembrano risuonare echi terribili. Ci opporremo con tutte le nostre forze, al fianco di tutti i cittadini che non vogliono rinunciare alla libertà, all’uguaglianza e alla democrazia.

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Scritto da Emanuele Forlivesi

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