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Approvata la riforma dei Centri anziani

Via libera dell‘Assemblea Capitolina al nuovo Regolamento di funzionamento dei Centri Anziani. Da oggi diventano Csaq “Case Sociali delle persone anziane e del quartiere”.

Una vera svolta, che parte dalla volontà di rafforzare la centralità e il ruolo di questi luoghi, ben 149 su tutto il territorio, al servizio di migliaia di anziani. Un risultato giunto al termine di un lungo percorso, fatto di audizioni e incontri sui territori con tutti i centri anziani, i municipi, i sindacati.

I centri anziani, come sappiamo, sono fondamentali nella nostra comunità, un prezioso riferimento per attività ricreative e di socializzazione soprattutto per tante persone sole o in condizioni di fragilità.

Dopo anni Roma ha finalmente una normativa precisa che definisce il funzionamento di questi importanti punti di incontro sociale, culturale e ricreativo, aperti alla realtà locale, dove le persone anziane possono ritrovarsi, esprimere le proprie capacità, avere occasione di partecipare a tante attività.

Le principali novità

  • L’obbligo per tutti di dotarsi della ragione sociale di Associazione di promozione sociale (Aps)
  • L’età di 60 anni per potersi iscrivere con una quota del 30% di soci sotto ai 60 anni per favorire l’intergenerazionalità
  • L’inserimento di un tetto massimo alla quota di iscrizione che non potrà superare i 15 euro
  • Una nuova autonomia rispetto ai Centri Anziani, che ora si potranno muovere in diversi campi, inclusa la possibilità di partecipazione ai bandi.

Centri anziani diventano le nuove Case quartiere

Questa è una vera e propria rivoluzione delle attività sociali dedicate agli over 60 che trasforma i centri anziani in case di quartiere. La novità rilevante è quella dell’età richiesta per iscriversi: non più minimo 55 anni, ma 60 come definito dalla dall’art. 2 della legge regionale n. 16/2021.
Inoltre, chi non lo ha già fatto dovrà trasformarsi in Aps, associazione di promozione sociale. Il Comune metterà a disposizione i locali di sua proprietà, contribuendo economicamente alle spese e alle bollette. E i soci iscritti al CSAQ (casa sociale delle persone anziane del quartiere) saranno contemporaneamente tesserati soci dell’Aps.

Ringrazio i colleghi consiglieri per il contributo, l’assessora Funari, e i presidenti delle Commissioni Sociale e Roma Capitale Nella Converti e Riccardo Corbucci per il loro lavoro.

Infine condivido quanto affermato dai miei colleghi del gruppo Pd in Campidoglio: “La valorizzazione dei nostri territori parte anche da qui. Queste sono le politiche che ci piacciono, quelle che promuovono e valorizzano l’invecchiamento attivo attraverso luoghi di aggregazione che contrastano fenomeni come solitudine, disagio, emarginazione sociale. Con ben 149 Case Sociali delle persone Anziane, sparse su tutto il territorio, Roma si conferma città dell’uguaglianza, dell’inclusione, dell’accoglienza e della solidarietà“.

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Scritto da Danilo Aglioti

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